Escursione da Casere (1.605mt) al Rifugio Brigata Tridentina (2.441mt)

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Quota partenza: 1.605mt.
Quota arrivo: 2.441mt.
Dislivello: 836mt.
Chilometri totali: circa 16km.

Segnavia: 13.
Tempo totale: 5 ore circa (esclusa sosta rifugio).
Tempo andata: 2 ore e 40 min (circa).
Tempo ritorno: 2 ore e 20 min (circa)
.
Tipologia: A/R (andata e ritorno si svolgono sullo stesso percorso), sentiero escursionistico facile ma richiede un buon allenamento (E).

Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .
Apertura Birnlücken Hütte: dal 25 giugno a metà ottobre.
Sito B
irnlücken Hütte:  http://www.schutzhuetten.net/birnlueckenhuette/ .


L'escursione si svolge nella Valle Aurina in Trentino Alto Adige.


Escursione effettuata il 22/07/2010.

L'escursione odierna parte da Casere (Kasern) che può essere raggiunta sia tramite il comodo autobus che percorre l'intera vallata sia con l'auto propria che può essere lasciata nel parcheggio a pagamento all'uscita di Casere (1605mt slm); se si arriva prima delle 9 è possibile proseguire ancora per un breve tratto fino alla località Prastmann ma noi , anche se la sbarra è ancora alzata, preferiamo sostare al parcheggio e iniziare la camminata. Da li parte una stretta strada asfaltata che, dopo poche decine di metri, raggiunge la piccola località Prastmann dove c'è un punto di ristoro. Sul lato sinistro passiamo accanto a verdeggianti pascoli con gli Schwedna le caratteristiche strutture per far asciugare il fieno evitando il contatto con la terra umida mentre sulla destra scorre in lontananza l'Aurino e, alzando lo sguardo verso le montagne , intravediamo un'altro percorso.
Cielo leggermente velato e temperatura piacevole, la camminata sarà lunga ma sicuramente lo spettacolo delle montagne appagherà ogni fatica.
La palina con le varie indicazioni che troviamo poco dopo aver oltrepassato la località Prastmann.

Poco dopo arriviamo in prossimità di un piccolo bivio con una palina in legno che riporta una serie di indicazioni, proseguiamo diritti seguendo le indicazioni per il sentiero n° 13 con destinazione il Rifugio Brigata Tridentina o Birnlücken Hütte. Prendendo invece il sentiero sulla destra e oltrepassato un ponte in legno sul torrente Aurino si può raggiungere la tardogotica Chiesa di Santo Spirito (Heilig Geist) consacrata nel 1455. La strada non è più asfaltata (meno male) ma diventa una bella strada bianca in falsopiano e costeggia il percorso dell'Aurino, passiamo in prossimità della Malga Adler (1680mt slm, punto di ristoro) e della Jagehutte e proseguiamo lungo la strada sterrata che in alcuni punti comincia a salire leggermente tra pascoli rigogliosi e tipici masi di montagna. Si passa nei pressi di piccoli stagni e corsi d’acqua, dove è possibile fermarsi per una breve sosta, in alcuni tratti il torrente è più impetuoso e si formano delle piccole cascate, inoltre in diversi punti la strada è sbarrata da cancelli in legno per evitare di far scappare gli animali al pascolo (appositi cartelli ricordano ai turisti di chiuderli dopo il passaggio).

Un maso lungo il percorso
La Malga Adler (1680mt slm, punto di ristoro) e la Jagehutte
Non fate uscire pecore, mucche e cavallini, chiudete sempre il cancello!
Il fondovalle con la cascata e la Kehrer Alm

A poco a poco cominciamo a intravedere il fondovalle sbarrato da una cascata e, in poco meno di un'ora dalla partenza,  raggiugiamo la Kehrer Alm (1842mt slm), ex dogana dismessa da diverso tempo e trasformata in punto di ristoro. A quell'ora vi sono già alcuni escursionisti e mountainbiker che si rifocillano nel dehor estivo ammirando il paesaggio circostante. La strada dal parcheggio di Casere fino a questa malga può essere percorsa tranquillamente da famiglie con bambini poichè la pendenza è minima e il fondo è in buono stato anche se sterrato, il tratto successivo invece cambia radicalmente e è adatto a escursionisti con un minimo di allenamento e con abbigliamento adeguato. All'altezza della malga la strada bianca termina, imbocchiamo un ponte in legno che oltrepassa il torrente Aurino e ci conduce sul versante opposto da dove parte il ripido sentiero (segnavia 13) che porta in breve, tramite una serie di zig zag, a quota 1949mt. Dopo pochi metri di cammino arriviamo in pratica sulla sommità della cascata vista in precedenza e cominciamo a intravedere poco lontano uno scorcio della Lahner Alm. Nell'ultimo tratto il sentiero scompare fra le rocce e passiamo vicino a una teleferica che serve a rifornire la malga. Dopo un'ora e venticinque minuti di cammino raggiungiamo la Malga Lana (Lahner Alm, 1986mt slm) dove è presente l'ultimo punto di ristoro prima di raggiungere il Rifugio Brigata Tridentina. L'anfiteatro che si apre innanzi ai nostri occhi e la posizione di questa malga ci ricordano molto la Rötalm in Valle Rossa che avevamo visto un paio di giorni prima. Oltrepassiamo la malga e poco dopo il torrente Lahner Moos tramite un piccolo ponte in legno e proseguiamo lungo il sentiero (segnavia 13) in falsopiano che attraversa un pianoro erboso e a tratti acquitrinoso.
La Lahner Alm (1.986mt) in primo piano e il Rifugio Brigata Tridentina (freccia nera)

L'amena vallata oltre la Lahner Alm, oltre le alte cime sullo sfondo c'è l'Austria

Il paesaggio che si apre dinnanzi a noi è molto bello, sullo sfondo vediamo l'ultima e ardua parte del percorso e sulla sommità della montagna si intravede la nostra meta. Poco dopo aver oltrepassato la quota 2030mt slm il sentiero piega verso sinistra e si inerpica via via sempre più ripidamente sulle pendici del monte Bockegg con continui e brevi tornanti, l'unico rumore è dato dallo scrosciare di alcune cascate che in taluni casi passano in prossimità del sentiero e consentono di rinfrescarsi un poco.
L'ultima parte del sentiero che sale a zig zag fino in prossimità del Rifugio (freccia rossa)

La mulattiera lascia quindi il posto a una lunga serie di gradoni lascricati e a altri ricavati nella roccia che in breve tempo portano subito in quota. La parte più faticosa sono le ultime gradinate che portano in prossimità del rifugio anche perchè l'alzata è piuttosto elevata, propendo quindi per passare su uno stretto sentiero che è stato ricavato a fianco dei gradoni ma che mi consente di salire meglio e affaticare meno il tendine di Achille che comincia a brontolare.
Una delle gradinate nella parte finale dell'ascesa al Rifugio Tridentina
Alle 11:30 dopo 2 ore e mezza di cammino arriviamo al Rifugio Brigata Tridentina a quota 2441mt posto su un magnifico terrazzamento in prossimità della Forcella del Picco (in tedesco Birnlücke), una foto ricordo davanti alla targa con il nome del rifugio è d'obbligo.
Il Rifugio Brigata Tridentina o Birnlücken Hütte (2.441mt), sullo sfondo il Picco dei tre Signori
Il Rifugio Brigata Tridentina o Birnlücken Hütte è il rifugio posto nella posizione più settentrionale dell'Italia, venne costruito da un albergatore di Casere nel lontano 1900 e, dopo alterne e sfortunate vicende, venne ceduto a metà degli anni 70 alla sezione CAI di Brunico quando ormai era praticamente un rudere. Negli anni successivi il rifugio venne pazientemente e completamente ristrutturato sia dal gestore Sig. Untergassmair che dalla sezione CAI di Brunico e adesso è un punto di partenza per numerose escursioni verso il Picco dei Tre Signori (3.498mt slm), La Vetta d'Italia (2.912mt slm), la Forcella del Picco (2.667mt slm) e altre interessanti mete, come per esempio la camminata per l'alta via Lausitzer Höhenweg. E' aperto da metà giugno a metà ottobre circa (a seconda delle condizioni meteo) e dispone di una cinquantina di posti letto.
Da secoli queste zone sono state un punto di passaggio per le popolazioni locali che,  attraverso il passo della Forcella del Picco, raggiungevano le valli austriache delle Zillertaler Alpen e il Salisburghese per effettuare scambi commerciali.
Dopo un rapido cambio di abbigliamento visto che l'aria a 2.441mt è frizzantina e il sole langue, ci accomodiamo a ridosso del rifugio in uno dei tavoli posti sulla terrazza che guarda verso il Picco dei Tre Signori anche se, almeno inizialmente, la cima è coperta da una spessa coltre di nubi e non si riesce a vederla. Ordiniamo qualcosa da mangiare e nel frattempo il cielo diventa di un azzurro intenso e le nubi si diradano offrendoci una spettacolare vista sul ghiacciaio innanzi a noi.
Il Picco dei Tre Signori e il suo ghiacciaio (3.498mt)

Via via cominciano a arrivare altri escurnionisti alcuni dei quali hanno prenotato un posto per la notte al rifugio con l'intenzione di proseguire il giorno dopo per il Picco dei Tre Signori.
Dopo un paio d'ore di sosta, alle 13:30 salutiamo il Rifugio e la Vetta d'Italia (decisamente meno appariscente rispetto al Picco dei tre Signori) e ci apprestiamo a scendere a valle per lo stesso sentiero dell'andata, lungo il percorso incontriamo ancora alcune persone che salgono al Tridentina.
Dopo un'ora di cammino raggiungiamo la Lahner Alm che, contrariamente all'andata,  adesso è piena di escursionisti che si ristorano o riposano sui prati in prossimità del ruscello. In una ventina di minuti scendiamo all'altra malga Kehrer Alm che è invece presa d'assalto da famiglie con bambini piccoli. Tramite la strada bianca raggiungiamo la Chiesa di Santo Spirito e infine il parcheggio verso le ore 15:50.
La chiesa di Santo Spirito (Heilig Geist)


Escursione a mio avviso molto bella per la varietà dei paesaggi in cui si svolge e per lo spettacolare panorama sulle principali vette dell'estremo nord est d'Italia e su parte della Valle Aurina che si gode dal Rifugio Tridentina.
Ecco ancora un po' di foto:

Vista dal Rifugio Brigata Tridentina: il ghiacciaio Lahner Kees
Vista dal Rifugio Brigata Tridentina: la Vetta d'Italia (le rocce frastagliate sulla sinistra) e la Testa Gemella Occidentale (il massiccio centrale)
Scendendo dal Tridentina verso la Lahner Alm
Il tratto fra Lahner Alm e Kehrer Alm (in basso a destra), sul fondo valle la strada bianca che porta al parcheggio

Infine occorre ricordare che la valutazione della difficoltà del percorso è soggettiva per cui un percorso facile per alcuni può non esserlo per altri e viceversa.© Riproduzione riservata
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