Kinderdijk

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Kinderdijk significa letteralmente "la diga del bambino", infatti, secondo la tradizione, in questa zona venne trovata oltre 5 secoli fà una cesta con un bimbo e un gatto che era andata a arenarsi contro una diga. Al giorno d'oggi con i suoi 19 mulini a vento è una delle mete principali dell'Olanda e, non a caso, nel 1997 questa zona è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.
Kinderdijk si trova nel sud dell'Olanda (Zuid-Holland) non lontano dalla città di Rotterdam e dalla confluenza dei fiumi Lek e Noord.
Nel 1366 e anche tre anni dopo vennero scavati a mano due canali che attraversavano la regione dell'Alblasserwaard e arrivavano fino a Kinderdijk, il loro scopo era quello di drenare l'acqua piovana in eccesso del fiume Lek.
Poichè comunque anche questo accorgimento risultò insufficiente, alcuni secoli più tardi vennero costruiti sedici mulini a vento per cercare di proteggere le terre retrostanti dalle frequenti inondazioni. Otto mulini verreno costruiti nel 1738 e altri otto un paio d'anni più tardi.



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L'attività dei mulini è stata poi soppiantata da moderne stazioni di pompaggio come il Smitgemaal e il Wisboomgemaal che prima era a vapore poi nel 1924 è diventata elettrica. La pompa è ancora in funzione e la struttura è diventata il centro visite di Kinderdijk.
Uno dei mulini (il secondo che si incontra sulla destra dopo essersi lasciati alle spalle la locanda De Molenhoek), raggiungibile tramite un piccolo ponte che scavalca il canale, è visitabile tutti i giorni da marzo fino alla fine di Ottobre dalle 9:30 fino alle 17:30 e, visto che l'interno è rimasto intatto come quando venne costruito più di 260 anni fà, è interessante visitarlo (prezzo 2008 a persona: € 3,50).
Oltre che a piedi e in bici, vengono organizzate escursioni in battello che partono ogni ora dalla banchina vicino alla locanda De Molenhoek (prezzo 2008 a persona: € 3,00), inoltre presso i custodi del parcheggio è possibile noleggiare delle audioguide.
Il parcheggio per le auto, non molto ampio, è a pagamento (prezzo 2008 a macchina: € 5,00); la zona è facilmente raggiungibile tramite le piste ciclabili e nei dintorni si snodano innumerevoli percorsi per le biciclette come si può vedere nel cartello segnaletico sottostante.
Dopo aver oltrepassato la locanda "De Molenhoek" iniziano i due sentieri che permettono di osservare i 19 mulini di Kinderdijk. Fino all'altezza del ponte che collega il mulino visitabile vi sono due sentieri affiancati, quello a destra è per i pedoni, mentre, quello a sinistra è per le biciclette (nella prima foto in alto si vedono entrambi i sentieri). Successivamente i due percorsi si riuniscono in uno solo e occorre prestare un po' di attenzione nel percorrerlo perchè i ciclisti sono molto numerosi e pedalano velocemente.
Posizionandosi nel punto indicato dal pallino rosso, si possono vedere due diversi tipologie di mulini a vento. C'è una fila di 8 mulini con base circolare e struttura in pietra che vennero costruiti nel 1738 (ved. i numeri dall'1 all'8), distribuiti intorno al bacino di raccolta delle acque del Nederwaard e una fila di 8 mulini ottagonali con copertura in paglia costruiti nel 1740 (ved. i numeri dal 9 al 16) che si trovano nel bacino di raccolta delle acque del Overwaard. I mulini furono operativi fino al 1950 ma sono tutt'ora mantenuti in funzione perchè sono dei monumenti importanti e anche per evitare possibili deterioramenti delle strutture (alcuni di essi sono abitati). Il n° 17 , edificato nel 1740, è il Grande Mulino del Nuovo polder Lekkerland, mentre, il n° 18 è il Piccolo Mulino del Nuovo polder Lekkerland e venne costruito nel 1761. In una posiziona un po' isolata è il mulino n° 19 chiamato Blokweerse Molen che si distingue dagli altri per la sua struttura incatramata di colore nero e per la forma. Non si sa bene quando venne eretto il primo mulino, è comunque noto che nel 1575 venne distrutto e ricostruito nello stesso posto, purtroppo nel 1997 venne in buona parte bruciato durante un incendio e successivamente ricostruito (1999-2000) utilizzando quanto possibile del precedente edificio.
Alcuni cartelli bilingue (Olandese-Inglese) posti lungo il percorso spiegano il funzionamento e le principali caratteristiche dei mulini oltre che alcuni dettagli sul posizionamento delle pale del mulino. Per esempio c'era una posizione che indicava un lieto evento (es. una nascita), quella che invece indicava un triste evento .......... insomma i mulini erano anche un modo per comunicare.
La zona ha mantenuto in buona parte il suo aspetto originario e questo fà di Kinderdijk un posto particolare che merita una visita per meglio comprendere quanto hanno dovuto lottare gli Olandesi per strappare la terra all'acqua.

LINKS: il sito di Kinderdijk - sito del Patrimonio Mondiale Unesco -

FOTO: altre foto potete vederle sul mio album su Flickr.
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2 commenti:

Carmine Volpe ha detto...

ti ho messo nel mio blog come amica di turismo lento e come ciclourismo

simere ha detto...

sto accumulando informazioni, e approfitto della tua conoscenza.
Sono stata in Olanda nel 2004 con la formula bici e barca ma ora voglio tornare con la mia superpigra figlia (quindi in macchina!)per farle vedere posti che ho già visitato (vedi Amsterdam e Kinderdijk) e luoghi nuovi per entrambe( vedi il "giardino" di Keukenhof.
Credo tornerò a curiosare presto
Ciao
Simona

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