Martinica (aereo + auto)

Dall'11/03/2007 al 20/03/2007


L'Ile Madame sul versante occidentale della Martinica



La Martinica, chiamata anche "Madinina" o "Isola dei Fiori" (L'Ile aux fleurs et aux cocotiers), è un'isola di origine vulcanica al centro dell'arcipelago delle Antille, è circondata dal Mar dei Caraibi e dall'Oceano Atlantico e misura circa 80km di lunghezza e 39km di larghezza. Montagne di origine vulcanica, verdi colline, foreste tropicali, vegetazione lussureggiante, qualche pianura, piantagioni di canna da zucchero e banani, spiagge di sabbia bianca o nera caratterizzano il suo vario paesaggio.

La Martinica era abitata 2000 anni fà dalla popolazione pacifica degli "Arawaks" che vennero poi sterminati un migliaio di anni dopo da altre popolazioni Caraibiche più bellicose, nel 1502 Cristoforo Colombo approdò in quest'isola durante il suo quarto viaggio, nel 1635 venne fondata la prima colonia da Belain d'Esnambuc, la coltivazione della canna da zucchero ebbe un notevole impulso nel corso del XVII° secolo e vennero fatti arrivare numerosi schiavi dall'Africa per lavorarla. Fra la metà del 1700 e la metà del 1800 si verificarono numerose guerre fra Francesi e Inglesi per il possesso di quest'isola vosì fertile. A Trois-Ilets nacque Joséphine de Beauharnais che divenne poi moglie di Napoleone e imperatrice nel 1802. Fra il 1816 e il 1848 vi verificarono numerosi insurrezioni causate dal perdurare della schiavitù che venne poi abolita il 22/05/1848 e furono liberati circa 70.000 schiavi. Nel 1902 l'eruzione del Monte Pelée (1397mt) distrusse completamente la cittadina di Saint Pierre, uccidendo tutti i suoi abitanti (30.000 persone), si salvò solo un prigioniero che venne estratto dopo qualche giorno dall'eruzione, ferito ma vivo. Successivamente la capitale dell'isola divenne Fort de France. Nel 1946 la Martinica è diventata un dipartimento d'oltre mare della Francia, la lingua ufficiale è il Francese ma è anche molto diffuso il Creolo fra la popolazione locale (l'Inglese è difficilmente parlato anche dai giovani e nei ristoranti si trovano poche persone che lo parlano e capiscono). La società multirazziale è composta per la maggior parte da neri e mulatti (quasi il 90% della popolazione), da alcuni discendenti degli Indiani fatti arrivare a metà dell'800 dall'India per lavorare nei campi dopo che era stata abolita la schiavitù e da alcuni bianchi (discendenti dei primi colonizzatori della Martinica).

Il clima è tipicamente tropicale, dalla fine di Novembre fino alla fine di Maggio c'è la stagione secca detta "Careme", mentre, nel restante periodo c'è la stagione delle piogge detta "Hivernage". La prima è caratterizzata da temperature miti (max 29°C), tempo bello e secco, venti regolari, umidità più bassa; negli altri mesi invece la temperatura e l'umidità aumentano (fino a 32°C e fino all'80-85% di umidità), piove con maggiore frequenza e intensità. Inoltre, in questo periodo si possono anche verificare fenomeni come i cicloni, specie nei mesi di Agosto e Settembre.
Durante la nostra vacanza il tempo si è mantenuto sempre bello per buona parte della prima settimana (dal 11 al 17 Marzo), la temperatura dell'acqua era di 27°C e quella dell'aria durante il giorno oscillava fra i 28-29°C (la sera la temperatura scendeva leggermente ma si stava benissimo in T-shirt e bermuda!). Gli ultimi tre giorni di vacanza invece il meteo è un po' cambiato e ogni tanto si verificava qualche violento temporale che però non ci ha impedito di girare ugualmente perchè erano fenomeni di breve durata. Ovviamente più ci si avvicina al periodo di cambio stagione fra Careme e Hivernage, maggiori sono le probabilità di trovare giornate piovose. Abbiamo scelto questo periodo per la vacanza proprio perchè, cercando info su Internet, avevo letto che il periodo migliore per visitarla va da Febbraio a Maggio. In fondo al diario di viaggio ho messo un link al sito Francese TV5 in cui potete vedere la situazione meteo attuale nell'isola e le previsioni per i prossimi cinque giorni.

Il fuso orario è di 5 ore indietro rispetto all'Italia (6 quando vige l'ora legale), la Martinica è una Provincia Francese a tutti gli effetti, quindi la moneta è l'Euro e i servizi sono simili a quelli che si possono trovare in Francia, i cittadini della Comunità Europea viaggiano con la sola carta di identità.

Non occorrono vaccinazioni particolari ma, trattandosi di un paese tropicale, occorre prestare un po' di attenzione. Non si devono toccare le piante di Mancinella (Hippomane Mancinella o Manchineel) poichè tutte le parti di questi alberi, che sono piuttosto diffusi sulle coste, sono velenosi, inclusi i frutti che assomigliano a piccole mele giallo-verdi. Inoltre, in caso di temporali, non ci si deve riparare sotto a queste piante e non si devono usare i loro rami per accendere fuochi. In molte zone dell'isola gli alberi di Manchineel sono facilmente riconoscibili perchè il tronco è stato dipinto con una striscia rossa e, inoltre, in alcune spiagge vi sono dei cartelli che ne ricordano la pericolosità. Prima di partire avevo letto su un sito che è consigliabile proteggere la pelle con un repellente per evitare le punture della zanzara Aedes Aegypti che può causare la "dengue" (febbre emorragica i cui sintomi sono simili a quelli dell'influenza: mal di testa, dolori articolari, febbre alta). Sinceramente parlando, quando avevo visitato il sito http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/ non avevo però trovato indicazioni e avvisi particolari riguardo alla pericolosità di un soggiorno in questa isola (il repellente lo abbiamo portato ma lo abbiamo usato poco). Consiglierei l'uso di creme solari protettive perchè il sole abbrustolisce per bene, essendo il clima piuttosto ventilato, non ci si accorge di quanto siano potenti i raggi del sole sulla pelle!

Mezzi di trasporto: abbiamo incontrato diverse pensiline dove attendere i mezzi pubblici ma in giro ne abbiamo visti ben pochi. Secondo me il mezzo migliore per spostarsi e essere quindi indipendenti da orari è noleggiare un'auto oppure un mezzo a due ruote (se però ci si vuole addentare nel nord e centro dell'isola forse è meglio l'autovettura). Le strade principali sono asfaltate e in discrete condizioni, vi sono diverse rotatorie e in certi punti le strade salgono e scendono in maniera piuttosto ripida. Man mano che ci si avvicina a Fort De France il traffico aumenta in maniera esponenziale (in certi tratti e nelle ore di punta si sta fermi in coda), la strada principale è la N5 a due corsie per ogni senso di marcia che collega Fort de France (mi sembra che nel capoluogo abbia il numero A1) a Le Marin nel sud dell'isola, passando attraverso Le Lamentin, Ducos, Riviere Salee, Ste Luce. Da questa "main road" si dipartono tutta una serie di strade, alcune sono abbastanza strette, che permettono di raggiungere le varie località dell'isola (alcune strade che portano alle spiagge sono sterrate!). Con la cartina che ci era stata data dalla Jumbo Car siamo comunque risuciti a cavarcela senza problemi. Mai viste così tante carcasse di auto abbandonate (alcune pure bruciate) ai bordi delle strade ....... paese che vai, usanza che trovi!

Spiagge: le spiagge nel sud sono di sabbia bianca e sono considerate le più belle dell'isola, mentre, quelle a nord (di origine vulcanica) sono di sabbia scura. Pur avendo sentito parlare bene delle spiagge che si trovano nella costa sud-est della Martinica, quella rivolta verso l'Atlantico, fra Le Francois e Pointe Macré, devo dire che a noi non sono piaciute molto. Innanzitutto questa parte dell'isola è molto più ventosa di quella a sud e poi abbiamo trovato una notevole quantità di alghe. Nella zona di Macabou, sotto a Le Vauclin, per poter entrare in mare (pieno di alghe) abbiamo dovuto scavalcare una barriera di alghe depositate sulla battigia alta una quarantina di centrimetri (ci ha dato l'impressione di fare il bagno nel minestrone). Invece le spiagge di Cap Chevalier, quelle delle isole vicino ai Fonds Blanc e nel sud dell'isola ci sono piaciute molto. Nel complesso, vista la posizione della Martinica, mi sarei aspettata di trovare un maggior numero di spiagge di tipo Caraibico invece, tutto sommato, non ne abbiamo viste molte. Occorre inoltre tenere presente che la Domenica le spiagge nelle città o a ridosso dei centri abitati vengono prese d'assalto dalla popolazione locale e quindi c'è molta confusione (anche nel periodo in cui noi siamo stati in vacanza).

11/03/2007:
Decolliamo dall'aeroporto di Genova con il volo Air France AF5846 per Parigi CDG alle 07:25 (un'alzataccia, sveglia alle 05:15!), dopo un'ora e mezza di volo atterriamo al Terminal 2D dell'Aeroporto Charles De Gaulle. Mi ha stupito il fatto di ricevere immediatamente i bagagli (a Malpensa T2 ci sono sempre delle attese interminabili), al banco Air France ci procuriamo i biglietti per poter usufruire gratuitamente della navetta che ci porterà all'aeroporto di Orly da dove partono i voli per la Martinica.
Dopo una ventina di minuti di attesa arriva il pulman. Quando si prenotano i voli occorre considerare di avere a disposizione un po' di tempo fra l'arrivo del volo dall'Italia e la partenza di quello da Orly perchè la navetta a volte impiega anche un'ora abbondante per raggiungere questo aeroporto (normalmente occorrono una cinquantina di minuti), dipende dal traffico che si trova in autostrada e lungo i boulevard e, ovviamente, non è detto che la navetta sia immediatamente disponibile a CDG quando si arriva in aeroporto (mi sembra che ne passi una ogni mezz'ora). La distanza fra i due aeroporti è di circa 42km ma CGD si trova a nord-est di Parigi, mentre, l'aeroporto di Orly è a sud, per maggiore sicurezza conviene avere minimo tre ore di tempo tra i due voli!
All'arrivo della navetta a CDG assistiamo a scene tipo "assalto alla diligenza" perchè c'è molta gente a attenderla e tutti cercano di caricare velocemente i bagagli e salire sul pulman prima degli altri. Sbrigate le solite pratiche e dopo un po' di attesa trascorsa a leggere alcune riviste ci imbarchiamo sul capiente Boeing B777-300 che decolla alle ore 13:30 (volo AF652). Non ho mai viaggiato su un aereo così grande e per così tante ore di volo (all'andata abbiamo impiegato quasi 9 ore) ma devo dire che il viaggio è stato piacevole pur viaggiando in classe Economy (l'Air France la chiama "Tempo"); vi sono ampi vani portababagli sopra ai sedili e ciascuna postazione è dotata di un monitor provvisto di cuffie dove è possibile scegliere fra alcuni films piuttosto recenti (uno era anche in lingua Ogni fila ha 10 posti a sedere (4 al centro e 3 su ciascuno dei due lati); lo spazio fra una fila e l'altra è un po' limitato, per fortuna io avevo il posto su uno dei corridoi. Tra il pasto, la visione di un paio di films e una partita a scacchi contro il computer, il viaggio è trascorso velocemente, il meteo è stato clemente e non abbiamo incontrato turbolenze. Alle 16:55 (ora locale) atterriamo all'aeroporto Lamertin di Fort de France in Martinica. Dopo aver ritirato i bagagli do un'occhiata fuori dalle vetrate dell'aeroporto: la prima cosa che mi colpisce è stato vedere il cielo che si stava ormai oscurando (vi sono circa 12 ore di luce, dalle 05:30 alle 17:30) e il caldo. I primi due giorni di vacanza abbiamo patito un po' la differenza di temperatura, pur non essendo stato un inverno particolarmente freddo dalle nostre parti, quando siamo partiti dall'Italia c'erano 12°C mentre in Martinica ne abbiamo trovati 28°C.
Prima di partire non avevamo prenotato un'auto, convinti di poterne facilmente affittare una in aeroporto, invece la ricerca è stata un po' più lunga del previsto perchè i principali Rent-a-car non avevano più veicoli disponibili. La Jumbo Car invece aveva ancora pochi mezzi a disposizione e abbiamo affittato una Renault Clio (un modello di qualche anno fà) per 10 giorni al costo di € 430. Nei giorni successivi comunque abbiamo trovato delle agenzie di noleggio auto, fuori dall'aeroporto, a prezzi decisamente più convenienti!

L'Hotel Mercure Diamant ***, presso il quale avevo prenotato tramite Internet, è situato nel sud dell'isola, dista circa 2km dalla cittadina di Diamant e 25km dall'aeroporto (avevo scelto questa zona perchè sembra che le spiagge più belle si trovino nel sud della Martinica). E' un Hotel-Residence composto da una serie di edifici a 2-3 piani sparsi in un ampio giardino situato proprio di fronte alla Roche du Diamant, un piccolo isolotto che fu al centro di aspre battaglie fra Francesi e Inglesi per il suo controllo. Il complesso del Mercure comprende anche un paio di campi da tennis, un campo da bocce, una grossa piscina con annesso scivolo e un centro diving. Il ristorante principale "La Vi Bo Kaye", dotato di una spaziosa terrazza dalla quale si gode un bel panorama sulla baia e sull'isolotto di Diamant, funziona la mattina per le colazioni e alla sera propone solo piatti da asporto (a scelta fra piatto del giorno, insalata Nicoise e 3-4 tipi di pizza) che possono essere consumati sulla terrazza della propria camera che è dotata di un piccolo ma completo angolo cottura; a mezzogiorno questo ristorante è chiuso e vengono cucinati alcuni semplici piatti nello snack-bar presso la piscina. Noi siamo andati fuori a cena quattro sere mentre le altre abbiamo preso la pizza o il piatto del giorno presso il ristorante dell'Hotel; a pranzo, essendo in giro per tutto il giorno, ci fermavamo nei chioschi vicino alle spiagge.
L'Hotel, posto in una zona tranquilla ma lontana dal centro abitato, non dispone di una spiaggia, vi sono solo rocce a picco sul mare e si può accedere a quest'ultimo tramite un pontile che viene usato anche dal locale Diving Center per attraccare con l'imbarcazione. Anche per questo motivo c'è spesso molta gente in piscina, ne usufruiscono soprattutto le famiglie con bimbi piccoli.
La nostra camera (406) è situata presso il complesso "Dahli" non lontano dalla Reception: la camera è discreta, il bagno invece avrebbe avuto bisogno di un rifacimento, bella la vista dalla terrazza. Il costo della camera è di 103€/notte e comprende anche la tassa nazionale sulla camera e la ristorazione, la prima colazione costa 12€/persona/giorno (un furto legalizzato).

A mente fredda, un lato poco piacevole dell'Hotel è stata, oltre alla mancanza di un ristorante vero e proprio nonostante la location fuori da centri abitati, la situazione che si creava al mattino per la colazione. La terrazza era protetta da reti ma i voraci uccelli della zona avevano comunque imparato a passare sotto a essa o a infilarsi in certi buchi presenti nelle maglie della rete e, in pratica, era necessario recarsi al buffet uno per volta e non lasciare mai la colazione sguarnita sul tavolo perchè c'era il forte rischio di vedersela divorare da questi uccellini molto affamati e poco intimoriti dalla presenza delle persone.

12/03/2007:
Dopo la sufficiente colazione in Hotel (a dire il vero mi aspettavo un buffet un po' più ricco visto il prezzo della prima colazione) cominciamo a perlustrare la Martinica, il primo giorno di vacanza lo dedichiamo alla visita del promontorio che si trova nella parte sud-ovest dell'isola. Iniziamo il nostro giro dalla città di Diamant che si trova non lontano dall'Hotel Mercure. Il villaggio non ci sembra niente di particolare e ci fermiamo sul pontile che si trova al centro del paese per ammirare le onde del Mar dei Caraibi, scattare alcune foto e vedere se nei dintorni c'è qualche spiaggia in cui sostare. Il mare è un po' mosso e preferiamo spostarci più a nord perchè le onde lunghe non permettono di fermarsi in spiaggia. Proseguendo sulla strada D37 che costeggia il mare verso Pointe du Diamant (la punta sud-occidentale della Martinica) arriviamo a l'Anse Cafard e poi alla Maison du Bagnard. Nella prima località vi sono 15 statue rivolte verso il mare che ricordano il tragico naufragio di una barca di schiavi che si schiantò nel 1830 contro le rocce di questa zona, mentre, dalla piccola e pittoresca "casa dell'ergastolano" si gode un bel panorama sul mar dei Caraibi. Dalla città di Diamant imbocchiamo la strada D7 in direzione Les Anses d'Arlet e, passando attraverso Morne Blanc e costeggiando una parte del Parc Naturel Regional de la Martinique, raggiungiamo La Grande Anse d'Arlet posta all'estremità occidentale del promontorio. Qui il mare è decisamente più calmo e, visto l'approssimarsi dell'ora del pranzo, ci fermiamo nella zona di Grande Anse per trovare sia una spiaggia per fare il primo bagno che un posto dove poter poi mangiare qualcosa. Le Anses d'Arlet sono costituite da cinque insenature con sabbia bianca o nera: Anse d'Arlet, Grande Anse, Anse Noire (come suggerisce il nome, la sabbia è scura e è l'unica spaggia del sud a avere questa caratteristica), Petit Anse e Dufour Anse. La spiaggia in cui ci fermiamo noi è una lunga spiaggia di sabbia bianca con palme da cocco e altre piccole piante per ripararsi dal sole, qui ho visto per la prima volta il cartello che avvisa di fare attenzione alla caduta di noci di cocco (attention - chute de noix de coco). Alle spalle della spiaggia ci sono alcune basse e semplici case di legno dei pescatori, nel mare azzurro, si dondolano alcune variopinte barche da pesca e in alcuni punti della spiaggia vi sono disseminate ceste e reti per la pesca. In questa zona vi sono meno turisti rispetto a altre spiagge, pranzo frugale a base di Croque Madame e bibite presso un semplice e spartano chiosco in prossimità della spiaggia (spesa modica intorno ai 10€).
Dopo pranzo proseguiamo il viaggio sulla D7 fino a arrivare a Les Trois-Ilets, uno dei principali centri turistici dell'isola. Breve giro per la cittadina la cui via principale è fiancheggiata da tipiche casette in stile creolo. Non lontano si trova La Pagerie, casa-museo in cui nacque Marie Joséphe Rose Tascher (più nota come Joséphine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone Bonaparte), nel 1763. Riprendiamo la D7 e, all'altezza di Riviere Salee, imbocchiamo la N5 in direzione sud per rientrare in hotel.
La sera ceniamo presso il Ristorante La Creole a Diamant (0596-762253) a base di due salade de chevre chaud (antipasto), una bavette a l'échalote (bistecca con scalogno), una daurade au citron vert (orata con salsa al lime), birra Lorraine e bottiglia di acqua, due caffè alla Francese, costo complessivo 59 Euro. Piatti abbondanti e buoni, si cena all'aperto in una terrazza coperta, il locale comprende una quindicina di tavoli e fà parte del Residence Diamant Beach. Consiglio la prenotazione anche perchè presso il ristorante cenano gli ospiti del Residence con trattamento di mezza pensione. La salade de chevre chaud è un piatto diffusissimo in Francia, a qualunque longitudine e altitudine ci si trovi: l'ho già vista sia nei menù dei ristorantini in Provenza come pure in quelli delle Hautes Alpes!

13/03/2007:
Trascorriamo la giornata in una spiaggia presso l'Anse Mabouyas alla periferia della località balneare di Sainte Luce nel sud dell'isola. La spiaggia è di sabbia fine, il mare calmo e di un azzurro intenso, non ci resta che scegliere con cura una palma sotto alla quale sistemarsi. Pranziamo presso un bar-ristorante non lontano dalla spiaggia (due cocktails analcolici alla frutta, uno spiedino di pesce alla griglia con contorno, una insalata mista, una fruit salad, birra Lorraine e acqua ..... complessivamente 30,4 Euro).


14/03/2007:

Partiamo alla volta della Grande Anse des Salines situata nel promontorio a sud-est della Martinica. Avevo letto che questa poteva essere considerata come la spiaggia più bella dell'isola e in effetti si è dimostrata tale. Dall'Hotel, passando per Trois Rivieres, raggiungiamo la N5 e, tramite questa strada, arriviamo fino a Le Marin; da qui, percorrendo la D9 (un po' più stretta della precedente) giungiamo dopo circa 12km alla Grande Anse (l'ultimo e breve tratto di strada prima di arrivare alla meta è sterrato ma si percorre agevolmente). Essendo partiti abbastanza presto per sfruttare al meglio la giornata, quando arriviamo in spiaggia non c'è ancora molta gente e riusciamo a trovare facilmente un posto dove parcheggiare comodamente la machina. Anche i locali sono appena arrivati e stanno cominciando a aprire i loro chioschi posti sotto alle piante, a disporre la frutta nei banchi e accendere i barbecue. Anche ai bordi delle strade, specie in prossimità delle rotonde, si trovano chioschi che vendono frutta e cibi come l'immancabile poulet rotì, il poulet boukané (pollo affumicato con canna da zucchero e accompagnato da una salsa speziata), il tipico boudin créole (una specie di sanguinaccio piuttosto speziato) ma anche pesce fresco o bevande come il jus de canne (una semplice spremuta di canna da zucchero).
L'Anse des Salines è una baia molto ampia con acque di un bellissimo azzurro turchese e sabbia finissima beige chiaro, quasi impalpabile. Alle spalle della spiaggia vi sono diverse piante, soprattutto palme da cocco (cocotiers), sotto alle quali si trovano i chioschi che vendono frutta e cibi, alcuni di questi hanno anche qualche tavolino con sedie, ogni tanto sulla spiaggia si trovano gruppi di 2-3 lettini che vengono affittati dai proprietari di questi chioschi. Pian piano cominciano a arrivare i turisti ma la spiaggia è così grande che non ci si sente soffocare, neppure nell'ora di punta (bisogna comunque tener conto che si tratta pur sempre di un giorno infrasettimanale); non appena la spiaggia è più affollata arrivano anche le venditrici di costumi e pareo (tutte ragazze di razza bianca) che portano i loro colorati capi in ampie ceste e inscenano un defilée di moda per destare l'attenzione delle turiste, cambiandosi gli abiti sulla spiaggia e presentando la gamma dei propri prodotti. Lo spettacolo viene ovviamente gradito anche dal pubblico maschile ;=). L'acqua del mare è molto calda e si sta decisamente bene a bagno, tuttavia essendo il fondo sabbioso, non si vede molto bene con la maschera e il boccaglio e occorre spostarsi un po' più al largo. Per pranzare scegliamo il chiosco del simpatico Chez Olivier che, insieme alla madre, vende frutta intera e prepara macedonie e frullati di frutta mista al momento. E' è il giorno del suo compleanno e ci offre un bicchiere di vino, joyeux anniversaire!
Nel frattampo sono arrivate così tante persone in spiaggia che le macchine sono state parcheggiate su entrambi i lati della strada sterrata.
Nella bella baia di Anse des Salines con il passare delle ore attraccano anche tre catamarani che portano i turisti a fare un giro nel sud dell'isola, prendiamo nota del nome di una delle tre imbarcazioni e decidiamo di informarci anche noi presso l'Hotel per poter fare un'escursione in barca durante uno dei prossimi giorni di vacanza. Vicino a Les Salines c'è un'altra spiaggia molto bella e un po' meno frequentata: Pointe des Salines. In questa zona però vi sono delle correnti piuttosto forti perchè le acque dell'oceano Atlantico si incontrano/scontrano con quelle del Mar dei Caraibi.
La sera ceniamo presso il locale Chez Lucie situato nella via principale a Diamant città. Locale storico della cittadina (aperto sin dal 1902), tipica cucina creola, arredamento piuttosto semplice, sala da pranzo non molto grossa con un lato che si affaccia sulla spiaggia (si sente bene il fragore del mare), portate abbondanti e ben cucinate. Iniziamo con una entree chaud (pasticcio di gambero servito in una grossa conchiglia) e un piatto di accras (gamberi pastellati e fritti, accompagnati con un insalatina di carote tagliate a julienne). Come secondo prendiamo un'entrecote al Roquefort e un pesce grigliato con verdure e riso di contorno. Terminiamo la cena con una creme brulee e un flan de coco (un budino a base di latte e cocco) e due caffè; con la birra e l'acqua il conto ammonta a 75 Euro. Si consiglia la prenotazione (0596-764010) visto che il locale non dispone di molti tavoli.

15/03/2007:
Dopo tre giorni di sole e mare, optiamo per una giornata da dedicare alla scoperta di Saint Pierre (antica capitale dell'isola) e delle zone limitrofe. Si parte abbastanza presto, subito dopo la colazione ma, a qualche chilometro da Fort De France, la strada N5, complici anche un paio di cantieri è intasata e si procede a passo d'uomo. Impieghiamo un po' di tempo per arrivare a Saint Pierre anche perchè a un certo punto vediamo un cartello che indica una strada panoramica per raggiungere l'ex capitale e seguiamo quella indicazione. La strada inizia a salire e passa attraverso delle folte piantagioni di banane in cui risaltano i grossi caschi di banane perchè sono tutti fasciati con dei sacchi di plastica di colore blu, scattiamo qualche foto e poi raggiungiamo Saint Pierre. I caschi di banane vengono rivestiti con questi sacchi prima di essere staccati dalla pianta e caricati sul mezzo che poi li porterà nel luogo dove i frutti vengono separati, lavati, preparati e imballati per la spedizione. Il cielo è grigio ma per il momento non sembra che abbia voglia di piovere! I primi colonizzatori si stabilirono a Saint Pierre nel 1635 e la utilizzarono come punto di partenza per la conquista dell'isola, il commercio della canna da zucchero divenne via via sempre più florido consentendo alla città di diventare un centro importante sia dal punto di vista economico che sociale, non a caso venne difinita la piccola Parigi perchè si organizzavano spettacoli teatrali di un certo livello. I vulcani all'inizio del secolo scorso non erano certo monitorati con sistemi sosfisticati come succede ai giorni nostri e, inoltre, seppure la montagna Pelee avesse già dato qualche segnale di pericolo nei giorni precedenti la grande eruzione, solo pochi abitanti avevano deciso di lasciare la città. Quando si verificò l'eruzione l'8 Maggio del 1902 l'intera città venne praticamente rasa al suolo e perirono quasi 30.000 persone, solo poche decine di abitanti si salvarono, anche se, secondo la leggenda, solo una persona si salvò, un certo Louis Auguste Cyparis che era recluso in una cella della prigione. Il detenuto venne ritrovato ferito qualche giorno dopo e divenne poi un'attrazione del circo Barnum. Nonostante la violenta eruzione, si continuò a dar poco peso al vulcano e, in una eruzione successiva (Agosto 1902), morirono numerose altre persone nel centro di Morne Rouge.
La città, stretta e lunga, si affaccia su una baia di sabbia scura e è attraversata da due lunghe strade, quasi parallele, a senso unico. Lasciamo l'auto lungo la strada più a nord, non lontano dai resti del teatro e iniziamo la visita della città proprio da qui. Ormai del grandioso edificio non è rimasto più nulla ma dalla sommità si spazia con lo sguardo sull'intera cittadina e sulla sua baia. A fianco del teatro è ancora visibile la cella in cui venne rinvenuto Louis Auguste Cyparis. Raggiungiamo il piccolo museo vulcanologico e entriamo a visitarlo, vi sono immagini della città di Saint Pierre prima e dopo l'eruzione e alcuni reperti che sono stati rinvenuti. Girovaghiamo un po' fra le vie della cittadina fino a raggiungere la Cattedrale per una foto ricordo, comincia a piovere ma dura ben poco. Saint Pierre venne ricostruita sulle sue rovine ma, in alcuni punti, la città ha un aspetto quasi spettrale, vi sono ancora diversi edifici che hanno mantenuto solo lo scheletro o parte di esso.
Pranziamo presso un chiosco e poi raggiungiamo l'auto per proseguire il viaggio, la destinazione successiva è l'antica Distilleria Saint James sulla sponda atlantica della Martinica.


SORRY,
IL RACCONTO NON CONTINUA VISTO CHE QUESTO POST NON VIENE LETTO








FOTO: Una delle spiagge di Diamant

LINKS: Mappa dell'isola - Mappa personalizzata della Martinica - Routard.com - Forum sulla Martinica (in Francese)

METEO: il meteo in Martinica (previsioni e situazione attuale, in Francese)

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2 commenti:

marcaval ha detto...

Blog molto interessante .... e come potrebbe essere il contrario quando si tratta di viaggi!!! Ciao Marco

"Ladiko" ha detto...

Ciao Marco ho fatto un giretto sul tuo blog di foto e ho scoperto che siamo entrambi Nikonisti. Verrò a trovarti ogni tanto visto che mi piace anche la fotografia

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