Kos (aereo + auto)

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KOS
, conosciuta anche come COO oppure KΩΣ, è la terza isola, in ordine decrescente di grandezza, nel Dodecaneso dopo Rodi e Karpathos e è stata la nostra meta per le brevi vacanze estive dal 08/07/2006 al 15/07/2006.
Anche se il nome Dodecaneso significa "12 isole", in realtà questo arcipelago ne conta molte di più: una ventina sono quelle abitate ma la maggior parte sono quelle disabitate. L'isola è famosa anche per aver dato i natali nel 460 a.C. a Ippocrate (considerato il padre fondatore della medicina moderna) e al celebre pittore Apelle che visse nel V sec. a.C.
L'isola di Kos, di forma stretta e allungata, è lunga 45 km e larga 11 km nel punto più ampio, mentre, in quello più stretto misura solo 2 km (da qualsiasi altura in questa zona è possibile vedere contemporaneamente le due coste) e si protende verso la Turchia che è visibile da diversi punti dell'isola. Pur avendo dimensioni piuttosto contenute, Coo presenta un paesaggio piuttosto vario: vi sono zone pianeggianti coltivate o adibite al pascolo di capre, mucche e pecore, zone che assumono un aspetto simile a certi nostri paesaggi di mezza montagna con verdeggianti pinete (il monte più alto si chiama Dikeos e è alto 843 mt), zone costiere con lunghe spiagge di sabbia fine, calette con piccoli ciotoli, ghiaia fine o scogli e infine zone sferzate dal Meltemi, aspre e completamente brulle.
Nel corso dei secoli Kos ha conosciuto diverse dominazioni (Minoici, Dori, Persiani, Tolomei, Macedoni di Alessandro Magno, Romani, Bizantini, Cavalieri di Rodi, Turchi, Italiani, Tedeschi, Inglesi) fino al 1948 quando venne annessa alla Grecia e alcuni monumenti o tracce di essi delle varie epoche sono ancora visibili anche se non sono sempre in buono stato di conservazione. Nel 1933 l'isola venne di nuovo distrutta da un forte terremoto, il precedente si era verificato nel VI sec. d.C.

Il clima è stato per l'intera settimana piuttosto mite e mai afoso, neppure in spiaggia, perchè il sole (presente 7 giorni su 7) è sempre stato mitigato dal Meltemi il vento etesian che soffia su una buona parte del Mar Egeo e del Mediterraneo Orientale da Maggio fino a Ottobre e che porta tempo asciutto e cielo sereno. Negli ultimi due giorni della vacanza il vento si è fatto decisamente più forte ma anche un po' più caldo; avevo letto su una guida che soprattutto le coste nella parte settentrionale dell'isola erano caratterizzate dalla presenza del Meltemi ma abbiamo trovato parecchio vento anche nella zona meridionale dove soggiornavamo. L'acqua del mare era fredda (ho fatto il bagno 2 volte in una settimana di vacanza) e mancava il respiro ogni volta che ci si immergeva, un po' meno a Camel Beach (forse perchè è una piccola baia racchiusa da una scogliera) ma tutta un'altra cosa rispetto alla temperatura del mare riscontrata nelle precedenti vacanze nelle isole Greche. Tuttavia il mare è sempre stato limpido e trasparente in tutte le spiagge che abbiamo visitato. Prima di partire per la vacanza avevo cercato un po' di informazioni su Internet e nel sito di un tour operator si diceva che la temperatura dell'acqua oscillava fra 17 °C (in bassa stagione) e 26 °C (in alta stagione); a Luglio (mese che considerei "alta stagione") era decisamente fredda.

Gli spostamenti sull'isola mi sono sembrati piuttosto agevoli, c'è una larga strada che l'attraversa per il lungo quasi fosse la sua spina dorsale e che viene chiamata nei cartelli segnalatori "main road". Da questa si dipartono una serie di strade più o meno larghe (le "costole" della spina dorsale) e con il fondo in varie condizioni che permettono di raggiungere le località sulle coste nord e sud, quelle nel centro dell'isola e le numerose spiagge e calette (queste ultime strade sono spesso sterrate e un po' tortuose) . Per quanto riguarda i mezzi di trasporto dalle principali località partono diversi autobus di linea ma, per essere più indipendenti, secondo me è meglio noleggiare un mezzo di trasporto in loco (auto, moto, quad o bugrider un divertente kart biposto) anche perchè non hanno costi esagerati. C'è anche chi consiglia l'utilizzo della bicicletta ma, secondo me, dipende dal tipo di allenamento che avete poichè la strada non è tutta pianeggiante (vi sono diverse salite, a tratti anche lunghe e abbastanza ripide), poi c'è da tenere in considerazione il vento e, in ultimo ma non per ultimo, bisogna pensare agli spostamenti che si intende effettuare sull'isola (le spiagge migliori sono praticamente tutte a una certa distanza da Kos-città e si trovano in prossimità della parte più stretta dell'isola). Diciamo che la bici può essere comoda per brevi spostamenti o per girare nella città di Kos e negli altri centri abitati.
Alle rotonde occorre ricordarsi di dare la precedenza a chi viene da destra, ovvero chi si trova all'interno dela rotonda deve dare la precedenza a chi si deve ancora inserire (l'opposto di quello che succede in Italia).

Il nostro pacchetto vacanze, proposto da una società che appartiene a un noto tour operator Piemontese, comprendeva una settimana di soggiorno da Sabato a Sabato, presso l'Hotel Lagas Aegean Village , il volo A/R da Milano Malpensa a Kos e il noleggio di un'auto per l'intera settimana. Non abbiamo poi sfruttato altro di quanto proposto dal tour operator anche perchè avendo l'auto a disposizione, ci siamo sempre mossi per nostro conto, senza partecipare alle escursioni organizzate dal tour operator.

Avevo scelto l'Hotel Aegean Village perchè mi piaceva la sua collocazione (vicino a un centro turistico ma non nel centro vero e proprio) e la sua disposizione (bianche casette a schiera a due piani disposte a gradoni sul fianco di un piccolo colle e costruite nello stile greco con serramenti in azzurro e verde) in prossimità del mare. Nell'Hotel di categoria A ci siamo trovati bene: il personale era molto gentile, la zona era tranquilla e a meno di un chilometro dall'animata e affollata (specie la sera e la notte) cittadina di Kardamena nella parte sud dell'isola. Al ristorante, a buffet, abbiamo cenato piuttosto bene: c'era una discreta varietà di pietanze (prevalentemente cucina internazionale con qualche piatto tipico greco) e la camera era spaziosa e pulita; i prezzi riportati nel listino 2006 esposto nella camera erano i seguenti: dal 15/05 al 30/06 e dal 01/10 al 31/10 € 40/camera/notte + € 6 colazione + € 9 cena; dal 01/07 al 30/09 € 55/camera/notte + € 8 colazione + € 13 cena.
Le varie zone del complesso alberghiero sono collegate fra di loro con scalinate e una stretta strada che può essere percorsa solo da un servizio interno di minibus funzionante giorno e notte. In questo modo non si crea caos nelle strade che portano ai bungalow, in prossimità della reception vi sono un paio di parcheggi ove è possibile lasciare i mezzi a noleggio.
L'auto l'avevamo noleggiata dall'Italia tramite il tour operator ma è meglio affittarla in loco perchè costa meno; probabilmente a Agosto potrebbe essere un più difficoltoso noleggiarla rispetto al mese di Luglio vista l'alta richiesta ma, detto francamente, abbiamo trovato un sacco di car-rentals; per esempio sulla strada che dall'Hotel porta verso il centro abitato di Kardamena ci sono 3 posti dove si possono noleggiare i mezzi di trasporto (uno di questi noleggia pure piccoli motoscafi).
Il volo verso Kos con la compagnia aerea Neos è stato molto piacevole e l'aereo, un Boeing 737 nuovo e confortevole, è decollato all'ora prevista; all'arrivo abbiamo ritirato in aeroporto situato a Antimachia, l'auto a noleggio presso l'ufficio Europcar e ci siamo diretti verso l'Hotel che dista circa 7-8 km dall'aeroporto. Considerata la partenza di primissima mattina (il volo era decollato alle 7 e atterrato alle 10,30 ora locale, in Grecia bisogna spostare di un'ora in avanti le lancette dell'orologio) siamo riusciti a sfruttare buona parte della giornata. Depositati i bagagli in camera ci siamo concessi un po' di relax, vista l'alzataccia del mattino (abitiamo a 140 km da Malpensa), nella spiaggia di fronte all'Hotel; non è una delle spiagge migliori dell'isola ma è stato piacevole riposare un po' (all'Aegean Village è possibile noleggiare gli asciugamani per la spiaggia al costo di € 3 per 1 settimana, ogni due giorni è possibile farseli sostituire, occorre lasciare una caparra di € 12 che viene restituita a fine soggiorno). Questa spiaggia di sabbia fine non è molto larga, vi sono alcuni ombrelloni e lettini e pure alcune piante frondose sotto alle quali è possibile ripararsi dal sole (ombrellone e lettini sono a pagamento anche per gli ospiti dell'Hotel), è inoltre possibile noleggiare moto d'acqua, pedalò e il "banana".

Kardamena è una cittadina di pescatori nel sud dell'isola, o forse è meglio dire era perchè adesso è un concentrato di locali notturni, discoteche, night club, disco-bar e pub all'insegna del divertimento più sfrenato. Tutti questi locali non sono affatto caratteristici ma sono studiati apposta per i turisti del centro-nord Europa (in alcuni sono appese alle pareti le bandiere di questi stati per far capire la nazionalità della clientela che li frequenta), la sera e di notte vengono presi d'assalto da giovani e giovanissimi Inglesi, Norvegesi e Tedeschi (età media 15-20 anni) che ingurgitano cocktails e bevande superalcooliche l'una dietro l'altra. La musica disco viene pompata al massimo volume e passeggiando per la via principale, dopo una certa ora, è quasi impossibile camminare.
Non so come facciano i locali a vivere in questa zona, al piano terreno vi sono i locali l'uno a fianco dell'altro su entrambi i lati della via (street bar) mentre il piano superiore delle case spesso è abitato. In una strada parallela abbiamo trovato qualche ristorantino ma non ci sono comunque sembrati "locali tipici", i negozi vendono praticamente tutti le stesse cose, spesso merce taroccata e non si trovano oggetti di artigianato locale o prodotti caratteristici. Un po' più agevole e meno caotica è invece la passeggiata sul lungomare (sea front), anche lì vi sono diversi locali ma l'aria è più vivibile. In una zona a un'estremità di Kardamena (playground) vi sono alcuni bar con tavolini all'aperto ove è possibile degustare tranquillamente un cocktail e fare quattro chiacchiere. Nel porticciolo la sera sono ormeggiate le barche e i caicchi che portano a fare le escursioni nella vicina isola vulcanica di Nissyros con le sue case che spiccano sulle rocce nere (mi sembra di ricordare che la traversata duri circa un'ora); molti tour operators propongono gite e escursioni ma queste possono essere facilmente prenotate in loco per proprio conto a costi più contenuti. A Kardamena-città vi sono alcune spiagge ma non mi sono piaciute affatto anche perchè il mare non è dei migliori, i lettini e gli ombrelloni sono molto vicini gli uni agli altri, le spiagge non sono molto larghe; diciamo che Kardamena è più un mega disco-pub per il divertimento serale e notturno dei ventenni, nei dintorni invece vi sono alcune spiagge decenti anche se le migliori, secondo me si trovano dopo l'aeroporto, lungo la strada che porta a Kefalos.

Ogni giorno sceglievamo una spiaggia/località diversa, tranne il Venerdi (ultimo giorno di vacanza) in cui siamo ritornati a Camel Beach perchè è la spiaggia che mi è piaciuta di più ma forse avrei fatto meglio a vedere Mastichari e Marmari, sul versante opposto dell'isola.

La Domenica abbiamo optato per Sunny Beach, dopo aver oltrepassato l'aeroporto, dopo qualche chilometro sulla sinistra si trova il cartello che indica questa spiaggia. Quando siamo arrivati erano le 9,30 del mattino e non c'era nessun altro, ha cominciato arrivare qualcuno un'ora dopo ma in ogni caso gli ombrelloni sono disposti su un'unica fila e molto distanziati quindi le spiagge non sono affollate come quelle della Riviera Ligure. Il costo di un ombrellone con due lettini muniti di materassino è di € 6/giorno, in questa spiaggia c'è anche una doccia. La spiaggia di sabbia fine è molto lunga e si può fare una bella passeggiata o corsa sulla battigia, in realtà ogni tratto di questa lunghissima spiaggia di sabbia fine ha nomi diversi: Paradise, Exotic, Magic, Sunny. Con la macchina è possibile scendere fino in prossimità di Sunny Beach, un po' più in alto c'è una taverna con un'ampia veranda dalla quale si gode un bel panorama della spiaggia e delle isole di Giali e Nissyros che si trovano di fronte. Alla taverna Sanny Beach (sul biglietto da visita è scritto così) abbiamo mangiato un trancio di tonno fresco alla griglia con contorno di patatine, una insalata di polpo (era un'insalata con pomodori a fette, cipolla, origano, cetrioli e pezzi di polpo bollito, buona e abbondante), una birra Mythos e una bottiglia di acqua e abbiamo speso in tutto 19,30€. Alla taverna pare che affittino delle camere, per chi fosse interessato tel. 0030-6944210715.


Il Lunedi siamo andati a Camel Beach, poco dopo Sunny Beach e Paradise Beach, sulla strada verso Kefalos. Abbandonata la "main road" la strada per un breve tratto è asfaltata ma poi diventa sterrata e scende in ripidi tornanti verso un parcheggio vicino alla spiaggia. In macchina, nonostante la pendenza, si riesce a percorrerla senza problemi ma devo dire che fà un certo effetto perchè è a strapiombo sulla spiaggia. Camel Beach è caratterizzata da ghiaia molto fine, è una piccola baia incastonata nella roccia (qui l'acqua era un po' più calda che dalle altre parti e piena di pesciolini) con due file di ombrelloni, complessivamente sono una ventina. Alle 9,30 siamo comunque sempre i primi a arrivare! La spiaggia, è gestita da una ragazza (Jenny o Jenna non ho capito bene il suo nome) che scende solitamente dopo le 10 con una moto da enduro e apre il chioschetto alle spalle della spiaggia, i suoi ombrelloni sono quelli con le foglie di palma e i materassini a strisce bianco/blu, gli altri ombrelloni e lettini sono invece gestiti da un paio di ragazze che hanno anche la taverna sulla sommità dello sperone roccioso il Camel Restaurant. Pare che non corra molta simpatia fra le proprietarie: prima che arrivasse Jenny le altre due ragazze, proponendo un prezzo scontato di 5€ per un'ombrellone e due lettini, avevano cercato di convincere alcuni clienti a spostarsi nella loro zona, Jenny invece nel prezzo di 6€ offre anche un dolcetto (una specie di budino di latte alla vaniglia) e una Nescafè freddo shakerato a testa. Business is business!
A pranzo abbiamo mangiato un boccone al Camel Restaurant: 1 birra Mythos, 1 acqua naturale da 1/2 lt., 1 sandwich con pomodoro feta e cipolle e 1 Caesar Salad ci sono costati in tutto 12€.


Il Martedi abbiamo optato per fare un giro per la cittadina di Kos, vedere l'Asklipio e andare nella zona denominata "Empros Thermi". La prima tappa è stata l'Asklipio, considerato il primo ospedale della storia e sede dell'International Hippocratic Institute. Il complesso dell'Askilipio, abbellito e ingradito in varie epoche, è disposto su quattro terrazzamenti disposti sul fianco di un verdeggiante colle. Dall'ingresso si accede alla quarta terrazza ove si vedono i resti di Terme del III sec. d.C., da qui si sale tramite una scalinata alla terza terrazza ove si trova la stoà del II sec. a.C. circondata da portici ellenistici. Tramite una scala si arriva alla seconda terrazza che ospita i resti di vari monumenti: l'altare di Asclepio del II sec. a.C. (Asclepio, figlio di Apollo, imparò l'arte medica dal centauro Chirone), i resti del tempio ionico di Asclepio del 300 a.C. (restano parte del basamento e due colonne), un'esedra semicircolare (una vasca?) e i resti di un tempio corinzio romano che con le sue sette snelle colonne è uno dei punti più fotografati. Da qui si accede alla prima terrazza con i pochi resti del tempio dorico di Asclepio del II sec. a.C. e dalla quale si gode un bel panorama, nelle giornate limpide si vedono le coste turche (quel giorno però c'era molta foschia e si faceva fatica a vederle). Pur non essendo ancora le 10 di mattina in questa zona fà già molto caldo e decidiamo di prendere un paio di "fresh orange juice" nel piccolo bar vicino alla biglietteria del sito archeologico: un vero furto! Due grossi bicchieri di succo d'arancia fresco costano ben 6€ l'uno (colpa nostra: non abbiamo chiesto il prezzo prima di ordinare anche se non c'era affisso alcun listino).


Si parte in auto alla volta della cittadina di Kos che non è molto distante, seguiamo le indicazioni per il centro città (piuttosto trafficato) e posteggiamo l'auto in un parcheggio libero lungo la strada Grigoriu E. Di fronte a noi si vedono diversi scavi, non c'è recinzione, nè cartelli indicativi, cominciamo a girovagare e troviamo alcuni mosaici e così ci orientiamo: siamo fra gli scavi della città romana. Si intravedono i resti di alcune abitazioni, decorazioni parietali e mosaici che raffigurano la scena del ratto di Europa da parte di Zeus, un combattimento tra gladiatori, scene di caccia. Percorriamo una via lastricata (il "Decumanus", una delle due vie principali delle città romane) e ci imbattiamo nei resti di una basilica paleocristiana, delle terme occidentali, del ginnasio con le sue 17 colonne corinzie superstiti e di un grande mosaico (coperto da una tettoia) che raffigura il giudizio di Paride. Nell'area vi sono alcuni turisti ma non è particolarmente affollata, non ci sembra molto ben tenuta: non ci sono cartelli esplicativi e tutto è lasciato al caso. Tramite la mappa della città raggiungiamo la zona portuale sulla quale si affacciano una serie di taverne e pubs e andiamo a visitare il Castello che con la sua possente mole domina l'ingresso del porto di Kos. La costruzione del Castello dei Cavalieri venne iniziata nel 1450 dal governatore Veneziano Fantino Querini, rinforzato in più riprese negli anni successivi dai Maestri di Rodi (Pierre d'Aubusson e Emery d'Amboise) e terminato da Fabrizio del Carretto nel 1514. Durante la costruzione vennero riutilizzati diversi reperti archeologici (chiaramente riconoscibili lungo le murature e sopra ai portali), bello il giro sugli spalti dal quale si gode il panorama sulla città e il suo porto e sulle vicine coste turche. Usciti dal Castello ci dirigiamo verso il famoso platano di Ippocrate, monumento naturale tutelato di notevoli dimenioni e che viene sorretto da una impalcatura metallica; secondo la leggenda pare che Ippocrate tenesse le sue lezioni sotto a questo gigantesco albero e che qui sia stato pronunciato il famoso giuramento. L'albero è vetusto ma, come sostengono molti botanici, non è così vecchio quindi è improbabile che risalga all'epoca di Ippocrate, dovrebbe avere circa 500 anni ma ........ le leggende son leggende. Nelle vicinanze del platano plurisecolare si trovano una fontana turca a forma di piccolo tempio sorretta da snelle colonne romane, la Moschea della Loggia con il suo alto minareto dietro alla quale si estende un bazaar con alcuni locali e negozi di chincaglierie varie e in un ampio giardino pubblico vi sono diversi scavi di epoca ellenistica e romana con i resti della stoà, di una basilica paleocristiana, dell'agorà romana e di un santuario con le due colonne doriche. Anche questa zona archeologica ci sembra un po' abbandonata a se stessa pur essendoci qualche reperto pregevole. Interessante il Museo Archeologico situato in un palazzo costruito dagli Italiani dopo il terremoto, custudisce reperti vari di epoca ellenistica e romana. Ci dirigiamo verso l'auto con l'intenzione di andare a visitare la Casa Romana che sulla guida del Touring è segnalata con una stella ma, purtroppo, è chiusa per restauri. Percorrendo una via per ritornare all'auto ci imbattiamo in altri scavi (forse vecchie mura o resti di abitazioni) ma sono quasi completamente coperti dalla vegetazione e non ci sono cartelli per poterli identificare.


Saliamo in auto e partiamo alla volta di Empros Thermi per farci un bagno; la città di Kos non ci ha particolarmente colpito, ci è sembrata nel complesso piuttosto mal tenuta, anche un po' sporca e non vi sono edifici caratteristici, forse perchè venne distrutta dal terremoto nel 1933 e ricostruita successivamente anche grazie all'aiuto degli Italiani. Da Kos seguiamo le indicazioni per Aghios Fokas e poi proseguiamo oltre, il paesaggio in questa zona è molto brullo essendo sferzato dal forte vento, la strada è piuttosto panoramica e segue la costa. A un certo punto un cartello in prossimità di un chiosco indica che siamo arrivati nella zona Empros Thermi. Lasciamo l'auto nel parcheggio in prossimità del chiosco perchè la strada sterrata in forte discesa è piuttosto sconnessa e raggiungiamo a piedi la zona, sul mare, dove sgorga l'acqua calda. La spiaggia non è molto grande anche perchè è chiusa alle spalle da un'alta scogliera e è costituita da ciotoli, vi sono una taverna e un chiosco ma l'attrazione principale è un'area circolare, separata dal mare da grossi massi, in cui sgorga sia dal fondo che da una estremità l'acqua sulfurea calda. Proviamo a immergerci ma la temperatura è molto elevata (c'è comunque qualcuno che riesce a immergersi completamente anche nel punto in cui sgorga la sorgente!) e ci sistemiamo sui massi che sono sul lato verso il mare, qui la temperatura è accettabile perchè l'acqua della sorgente si mescola con quella fredda del mare che passa attraverso gli scogli. L'odore di zolfo è piuttosto marcato e sarà necessario un bagno nel mare freddo per rimuoverlo. Mentre il pomeriggio volge al termine e ci asciughiamo sulla spiaggia, ammiriamo le evoluzioni di un paio di caprette che sono arrampicate sulla roccia sovrastante, altissima e a strapiombo sul mare.


Il Mercoledi andiamo alla spiaggia Aghios Stephanos provvista di un paio di file di ombrelloni e lettini con materassino, in prossimità della taverna Katarina e del complesso del Club Med. La spiaggia si trova sempre sul lato meridionale dell'isola, dopo aver passato il bivio per Camel Beach proseguire sulla "main road" in direzione Kamari fino a trovare un cartello indicatore sulla sinistra che segnala Aghios Stephanos-Katarina. Scendendo con l'auto verso questa spiaggia ci fermiamo a fare un paio di foto all'isolotto di Kastri (uno dei punti più fotografati dell'isola di Kos e presente in molte cartoline ricordo). La spiaggia è un mix di sabbia e ghiaia fine ma l'accesso al mare non è agevole perchè vi sono diversi ciotoli (vi è infatti un piccolo pontile per facilitare l'entrata in acqua), anche qui l'acqua è molto fredda e c'è parecchio vento; diciamo che, a parte la vista dell'isolotto e gli scavi in prossimità del promontorio non mi è sembrata poi così sensazionale (c'è anche un po' di rumore perchè in mezzo al mare vi sono tre piattaforme del vicino Club Med dalle quali partono i motoscafi per fare lo sci d'acqua).
Fra la spiaggia in cui ci siamo sistemati e quella adiacente a uso esclusivo degli ospiti del Club Med c'è un promontorio sul quale spiccano una serie di resti di una basilica paleocristiana. In piedi vi sono alcune colonne e poi ovunque sono disseminati sulla sabbia pezzi di colonne, architravi, rilievi e qualche resto di pavimentazione a mosaico. Con lo sfondo blu del mare, la zona si presta a alcuni scatti fotografici. A pranzo sostiamo alla taverna Katerina a gestione famigliare, per avere un po' più di fresco ci accomodiamo all'interno della costruzione che ha ampie finestre ma vi sono anche alcuni tavolini sotto a un pergolato esterno. La nonna in mezzo alla sala da pranzo sta sbucciando un sacco di teste d'aglio e ci saluta in Italiano (l'isola fra il 1912 e il 1943 era in mano agli Italiani); come pranzo scegliamo una porzione di tonno grigliato con contorno di verdure, una porzione di calamari fritti con patatine e riso alla greca, una birra Mythos e una bottiglia di acqua. Le porzioni sono discrete, il prezzo complessivo è di 20€.
A metà pomeriggio ci trasferiamo a Kefalos, questo caratteristico borgo con le sue bianche casette e i suoi mulini a vento domina dalla sommità di un'altura la baia di Kamari e da qui si gode un bel panorama. Facciamo un giretto fra le vie rubando qualche scatto quà e là (finalmente trovo qualche angolo un po' più tipico!), la roccia di tufo sulla quale è costruito il paese è piena di cunicoli e piccole caverne che vengono utilizzate come ricovero per gli attrezzi e per il bestiame (galline e capre). Non lontano da qui si trova Astipalea, antica capitale di Kos, i cui resti sono stati portati alla luce dagli Italiani negli scavi effettuati negli anni 30.


Giovedi: ancora mare e questa volta ci spostiamo sul versante nord-occidentale dell'isola, la meta di oggi è la spiaggia di Limionas. Poco dopo aver oltrepassato il bivio per Aghios Stephanos si trova sul lato destro della "main road" un'indicazione per Limionas. Dopo qualche chilometro di strada in discesa che costeggia campi brulli con sporadici cespugli e qualche rara pianta giungiamo alla baia di Limionas che è costituita da due insenature e da una Taverna. La baia a sinistra ha una piccola spiaggia libera di ciotoli e è circondata da rocce rossastre, mentre, quella di destra, più ampia e provvista di circa sedici ombrelloni con relativi lettini è protetta dal mare circostante (un po' mosso) da un molo. In questa baia vi sono ormeggiate tre piccole barche da pesca e un veliero, alle 10,30 siamo i primi a arrivare e ci possiamo sistemare sotto all'ombrellone che preferiamo. Nonostante il vento sia piuttosto forte in questa zona, la baia rimane ben protetta dal molo e da un'alta roccia rossastra che ne chiude un'estremità, la spiaggia non è particolarmente pulita, specie in prossimità della roccia, vi sono cartacce e qualche sacchetto di plastica. Il cielo rispetto ai giorni scorsi è un po' velato ma sembra sia in fase di miglioramento. Poco dopo esserci sistemati arriva un signore anziano a farsi pagare 5€ per un ombrellone e due lettini per tutto il giorno, mastica l'Italiano perchè ci spiega che il suo maestro elementare era Italiano e ci presenta la sua nipotina di nome Katarina. Bagno nell'acqua fredda di Limionas e poi pranzo nella terrazza della taverna (gestita dalla famiglia di Katarina). Il nostro pranzo consiste in una porzione di insalata greca che dividiamo in due, una fetta di pesce spada alla griglia con patatine, un branzino (livraki) alla griglia con patatine, una birra Mythos e una bottiglia di acqua, costo complessivo € 32. Prima di rientrare il Hotel dopo la giornata di sole e mare, andiamo prima a vedere la spiaggia Paradis (non lontana da Camel e Sunny Beach) visto che in tanti siti era consigliata ma a noi non piace particolarmente (gli ombrelloni sono numerosi e molto vicini gli uni agli altri, si noleggiamo moto d'acqua e si pratica il kitesurf), non è il tipo di spiaggia che piace a noi. Dopo andiamo a visitare l'enorme fortezza a Andimachia nel centro dell'isola, costeggiando una base militare (ci sono diverse postazioni nell'isola) e percorrendo una strada sterrata arriviamo davanti a questa imponente struttura della quale restano le mura e i torrioni esterni oltre a qualche traccia di edificio nel suo interno. Risale al tempo dei Cavalieri di Rodi e venne restaurata dal Gran Maestro d'Aubusson. Bella vista su Kardamena e sulle sue coste.


Venerdi, penultimo giorno di vacanza, decido di ritornare a Camel Beach perchè è la spiaggia che mi è piaciuta di più ma, con il senno di poi, avrei preferito vedere le zone di Mastichari e Marmari sul versante settentrionale dell'isola visto che in alcune guide si dice che le spiagge siano belle. Su suggerimento della ragazza che gestisce il chiosco sulla spiaggia pranziamo al Rainbow Beach Restaurant a Kefalos, si trova sulla lunga spiaggia di Kamari e mangiamo bene, spendendo meno del giorno precedente (20€ in totale), l'unica differenza è che io ho preso i calamari fritti al posto della fetta di pesce spada. Tanto per rendersi conto dei prezzi rispetto all'Italia, in questo ristorante un branzino alla griglia con patate costa solo 7€!! Sulla lunga spiaggia di sabbia fine di Kamari vi sono alcuni ombrelloni con lettini e in questa zona si vedono diversi windsurf che sfrecciano velocemente sul mare, l'acqua è fredda come dalle altre parti. Inoltre è possibile noleggiare moto d'acqua e praticare il kite surf e il banana.
Dopo pranzo ritorniamo in spiaggia ancora per un'ora e poi partiamo alla volta di Asfendiou una zona montagnosa e ricca di folta vegetazione a alto fusto a ridosso del monte Dikeo, la cima più alta dell'isola (843mt). In questa zona visitiamo un po' di corsa alcuni paesini caratteristici come Lagoudi, Zia, Amaniou. Zia è il più turistico, vi sono infatti numerose bancarelle che vendono spezie varie, tessuti, souvenirs e poi diverse taverne con i tavoli e le sedie di colore blu acceso, anche qui gli anziani conoscono qualche parola di Italiano, rispetto ai negozi di Kardamena si trova qualcosa di particolare. E' qui che vengono portati i turisti dai tour operators per la "serata tipica greca", noi scappiamo poco prima che arrivi l'orda selvaggia.

L'ultimo giorno di vacanza lo trascorriamo nell'ampia piscina dell'Hotel anche perchè alle 12 dobbiamo lasciare la stanza e poi alle 16 si deve andare in Aeroporto a restituire l'auto e a sbrigare le pratiche per il rientro in Italia con il volo Neos.

Devo dire che la settimana di vacanza è stata molto piacevole, le spiagge non erano mai affollate e il clima è stato sempre soleggiato ma, sinceramente parlando, Kos mi è piaciuta di meno rispetto a Skiathos, Rodi e Creta. Le spiagge di quelle isole e i loro monumenti mi sono sembrati decisamente migliori. De gustibus ......

Guide usate:
- Guida verde "Grecia" del Touring Club Italiano
- Mappa dell'isola data da Europcar

Info varie:
- volo andata NO6740 (partenza da Malpensa T2 alle ore 7:00 arrivo a Kos alle ore 10:25)
- volo rientro NO6741 (partenza da Kos alle ore 17:55 e arrivo a Malpensa T2 alle ore 19:40)
Gli orari si intendono quelli locali, l'ora locale della Grecia è un'ora in più rispetto a quella Italiana.

Come raggiungere Kos:
oltre ai voli charter e di linea che partono da alcuni aeroporti Italiani è possibile raggiungere Kos anche via mare perchè dal Pireo e da Salonicco è attiva una fitta rete di ferryboat e aliscafi operante per tutto l’anno, inoltre, dall'aeroporto di Atene partono diversi voli per Kos della Olympic Airways. Per info: Greek Travel Pages.

Links utili:
- Ente Naz. Ellenico per il Turismo (italiano)
- Ecoturismo in Grecia (multilingue)
- Il meteo a Kos (inglese)
- Kardamena (inglese)
- Mappa di Kardamena
- Mappa di Kos
- Mappa personalizzata di KOS con Google Maps









1 commenti:

Dany ha detto...

Bel racconto, aspetto il resto ed anche le foto!

Ciao

Dany

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